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Analisi, yoga e meditazione

“In ogni analisi emerge una maggiore consapevolezza, grazie alla presa di coscienza delle rimozioni, delle proiezioni e così via. Il processo analitico provoca, in questo modo, un Sèampliamento della coscienza, ma resta immutata la relazione dell’Io con i suoi oggetti. L’Io, invischiato  nel conflitto con gli oggetti, è ancora coinvolto. Soltanto con il proseguimento dell’analisi si stabilisce un’analogia con lo yoga, per il fatto che la coscienza  è separata dai propri oggetti (v. Il Segreto del fiore d’oro). Questo distacco è strettamente collegato al processo di individuazione, che comincia con il Sé che si distingue dagli oggetti e dall’Io. E’ come se la coscienza si separasse dagli oggetti e dall’Io e migrasse nel non-Io, nell’altro centro, estraneo anche se originariamente suo. Questo distacco della coscienza è il liberarsi da tamas e raja, il liberarsi dalle passioni e dall’invischiamento nel regno degli oggetti. E’ qualcosa di cui non posso addurre ulteriori prove filosofiche. E’ un’esperienza psichica che praticamente si esprime in un senso di liberazione. Continue reading “Analisi, yoga e meditazione”