AutoMutuoAiuto, Metapsicologia, Psicologia

Analisi, yoga e meditazione

“In ogni analisi emerge una maggiore consapevolezza, grazie alla presa di coscienza delle rimozioni, delle proiezioni e così via. Il processo analitico provoca, in questo modo, un Sèampliamento della coscienza, ma resta immutata la relazione dell’Io con i suoi oggetti. L’Io, invischiato  nel conflitto con gli oggetti, è ancora coinvolto. Soltanto con il proseguimento dell’analisi si stabilisce un’analogia con lo yoga, per il fatto che la coscienza  è separata dai propri oggetti (v. Il Segreto del fiore d’oro). Questo distacco è strettamente collegato al processo di individuazione, che comincia con il Sé che si distingue dagli oggetti e dall’Io. E’ come se la coscienza si separasse dagli oggetti e dall’Io e migrasse nel non-Io, nell’altro centro, estraneo anche se originariamente suo. Questo distacco della coscienza è il liberarsi da tamas e raja, il liberarsi dalle passioni e dall’invischiamento nel regno degli oggetti. E’ qualcosa di cui non posso addurre ulteriori prove filosofiche. E’ un’esperienza psichica che praticamente si esprime in un senso di liberazione. Continue reading “Analisi, yoga e meditazione”

Psicologia, Ricerca di senso, Spiritualità

La via archetipica dei Tarocchi

Parlare dei Tarocchi è argomento spinoso, perché a tratti condiviso tra la psicologia dell’inconscio, l’esoterismo e la ciarlataneria. Cerchiamo la via più credibile.

jungC.G.Jung – allievo di Freud  da cui si allontanò per divergenze sostanziali – caposcuola della psicologia analitica, era un personaggio molto interessante. Uomo di vastissima cultura e di mente curiosa e aperta, si occupò molto dei “mondi altri”: paranormale, esoterico, lontane culture e religioni, riuscendo a rivedere ogni elemento in chiave psicologica e archetipica, cioè riferita ai “modelli” interni propri della psiche umana. Continue reading “La via archetipica dei Tarocchi”

Psicologia, Psicoterapia

I Tipi psicologici di C.G.Jung

Introversione, estroversione e le quattro funzioni psichiche dominanti che determinano i tipi psicologici secondo Herr Carl G. Jung. La teoria, gli esempi, i test

Teorie di psicologia: i tipi psicologici di Carl Jung

“Introverso” ed “estroverso” sono parole che tutti noi usiamo per descrivere il carattere di una persona. Ma, come spesso accade per i termini entrati nell’uso comune, ne ignoriamo l’origine esatta. Quanti sanno che “estroverso” e “introverso” indicano due tipi psicologici che sono stati teorizzati dallo psichiatra svizzero Carl Jung (1875-1961), insieme a Sigmund Freud padre fondatore della psicologia moderna? Jung li cita per la prima volta nel volume Tipi psicologici, del 1925, dove illustra l’esito di vent’anni di ricerche sulle specificità che compongono il carattere individuale.

Estroverso e Introverso

Premessa importante: l’aura di negatività che circonda la parola “introverso”, tipica della cultura contemporanea, è, appunto, un’invenzione dei nostri tempi. Nella dottrina di Jung è del tutto assente. I termini “estroverso” e “introverso” non sono usati per esprimere un giudizio, ma per distinguere due diversi modi di rapportarsi al mondo esterno, quello che Jung chiama l’oggetto.

Soggetto e Oggetto

Sono oggetto le cose e le persone al di fuori del soggetto, cioè il singolo individuo.

L’estroverso ha un rapporto positivo con l’oggetto: lo osserva, studia tutte le circostanze e cerca di adattarsi ad esse il più possibile. La persona estroversa cerca l’approvazione altrui e tende a esprimere giudizi non troppo difformi da quelli del gruppo.

L’introverso invece tende a rimanere distante dall’oggetto, perché è più attratto dal suo mondo interiore. A differenza dell’estroverso, le sue energie non sono rivolte all’esterno ma si concentrano sulla dimensione individuale. Più che con fatti e parole – la dimensione preferita dall’estroverso – si sente a suo agio con emozioni e pensieri. Ama la solitudine, ha un atteggiamento schivo e tende a essere diffidente e pessimista.

Sentimento, Pensiero, Sensazione e Intuizione

La dicotomia Estroversione-Introversione individua due attitudini generali e contrapposte. Oltre a queste, Jung individua quattro funzioni psichiche principali: Sentimento, Pensiero, Sensazione e Intuizione. Ognuna di queste indica un diverso modo di rapportarsi al mondo. Dall’interazione di attitudine e funzione psichica dominante si possono definire almeno otto tipi psicologici principali, che la Guida Pratica alla Psicologia (di Daniela Tosi, ed. Orsa Maggiore) riassume così:

1. Sentimentale Estroverso: diplomatico, espansivo e molto socievole, si inserisce con estrema facilità in ogni tipo di gruppo.
2. Sentimentale Introverso
: taciturno, riservato, spesso malinconico, vive i sentimenti in modo esclusivo senza esprimerli all’esterno.

3. Pensatore Estroverso: riformatore, moralizzatore, per lui contano solo i fatti concreti e poco o nulla le teorie.
4. Pensatore Introverso
: riflessivo, chiuso al mondo esterno, insegue pensieri astratti ed è del tutto indifferente all’oggetto.

5. Sensoriale Estroverso: esteta, alla ricerca dei piaceri della vita, realista e gaudente, crede solo nei fatti concreti e tangibili.
6. Sensoriale Introverso
: animo da artista, per lui conta solo la sua soggettività, attraverso la quale interpreta e si relaziona al mondo circostante.

7. Intuitivo Estroverso: opportunista, dinamico, guidato da uno spiccato senso degli affari e da una notevole carica di entusiasmo.
8. Intuitivo Introverso
: sognatore, è colui che più di ogni altro crede nel potere dell’immaginazione.