Life counseling, Metodi, Psicologia

Le risorse nascoste che rendono inutile l’ansia

attesa Del resto quando mai l’ansia è cosa utile? Sappiamo che la sua origine è sacrosanta, avvisa l’individuo dello stato di necessità, spingendolo a una reazione di sopravvivenza. Ma molte persone vivono in uno stato d’ansia che non ha più l’evidenza della sua giusta causa, e anzi diventa un ostacolo disfunzionale.

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Psicoterapia

Combattere l’ansia: antica saggezza

Cosa ne dicono fonti di antica saggezza? Al di là di tecniche affannate ed esercizi complicati:

Liberate le vostre menti dai pensieri che vi assalgono e non vi lasciano. Spesso, quando siete assaliti da una preoccupazione e non sapete come risolvere il problema che ne è all’origine, vi arrovellate su questo e non lasciate che la vostra mente inconscia elabori quel problema, portate sempre e continuamente il problema nella vostra consapevolezza, cercandolo, girandolo, affrontandolo da ogni lato. Vi accanite cercando la soluzione, e più vi accanite più vi stancate, più impedite alle facoltà della vostra mente di risolvere.
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Glossario

DAP – disturbo d’Ansia e Attacchi di Panico


Ansia: stato di agitazione e preoccupazione più o meno intensa, generata da cause evidenti oppure non evidenti, ma sempre presenti. Comporta sintomi fisici quali accelerazione del battito cardiaco (tachicardia), senso di  insicurezza, sensazione dell’accadere imminente di eventi tragici, paure differenti (tipica è la paura immotivata di morire)

Attacco di panico: sopraggiungere di uno stato d’ansia molto forte, con paure che si scatenano come in una situazione di grave pericolo per l’incolumità e la sopravvivenza, ma senza una causa esterna riconosciibile. Comporta sintomi fisici quali: sudorazione, senso di svenimento e di morte imminente, sintomi propri di malattie gravi nonostante si sia fisicametne sani, impossibilità a compiere qualsiasi attività normale.

Le cause possono essere molte, a volte scatenate da un evento fortuito che crea il timore del suo ripetersi. Si tratta spesso di cause non manifeste, accompagnate da sintomi simbolici, che esprimono cioè uno stato psichico in modo figurato (es.: paura che crolli il pavimento = “mi manca la terra sotto i piedi”, mi sento precario, insicuro e fragile)

Psicologia, Psicoterapia

Psicoterapia, Psicologia, Consulenza e altri fatti *h

Tante persone mi interrogano sulle varie tecniche psicologiche, la loro utilità, l’applicazione a particolari problemi e disturbi. E’ sempre più difficile orientarsi in una specie di jungla piena di alberi, arbusti, liane e trappole insidiose.

“E’ vero che la cognitivo- comportamentale è la sola che va bene per l’ansia?”

“L’analisi è una cosa lunga e costosa, ci sono terapie più brevi e anche più utili e divertenti”

“Dagli psicologici ci vanno solo i matti. Meglio un counselor, la crescita personale è quel che ci vuole per me”

Insomma, voci ricorrenti e tanti “sentito dire” speso – ahimè – alimentati anche dai media e da colleghi poco attenti all’informazione corretta.

Se provassimo a partire da un al

tro punto di visto, quello della persona? Ogni individuo è davvero un mondo particolare, certo simile agli altri “mondi”,  ma del tutto originale. La sua storia, le sue esperienze,  le caratteristiche innate e quelle acquisite, ne fanno un “caso” unico.

Diventa allora importante comprendere cosa è più utile e adatto a quello specifico individuo ed evitare “ricette” omologate. L’uomo non è i suoi sintomi, la persona non è il suo disagio. Per le necessità di  ciascuno una propria psicoterapia, il suo supporto personalizzato.

A volte è già un processo terapeutico l’ individuare il mezzo adatto,  perchè nel cercare insieme si riflette, si racconta, si ricostruisce  e si comprende se stessi, che è sempre il primo passo verso l’uscita da ogni genere di tunnel.

Certo, ci sono cose che vanno bene per tutti, capisaldi terapeutici che ogni serio metodo psicologico peraltro riconosce e rispetta: dialogare, conoscere e riconoscersi, cercare insieme, impadronirsi di strumenti di auto-cura. Ma il “come” può essere molto vario e va cucito addosso come un bel vestito di sartoria.


E’ vero che le sartorie non esistono più, se non per pochi. Eppure quand’anche non si possa creare un modello unico,  il desiderio è sempre quello di personalizzare. Tanto più per le cose della psiche che non accetta omologazioni e ristrettezze.Ci vuole una certa conoscenza ampia, per aiutare a individuare il percorso più adatto. Ma soprattutto molta dedizione a questo obiettivo: non una terapia per tutti, ma a ciascuno la sua terapia. E’ sempre così, in ogni caso: nessun percorso è mai quello di un altro. Tuttavia si può fare di più che costringere in categorie precostruite ogni persona, si può davvero trovare il modo migliore per ciascuno, a volte il mix più adatto.
– verbale, corporea, non verbaleJung
inventò le definizioni dei tipi psicologici, riconoscendo che – all’interno di alcune variabili – il singolo si muove creando il suo cocktail psichico. Viene spontaneo quindi ricarvarne un modo psicoterapeutico diverso per ciascuno, modulando alcune “colonne” dei metodi psicoterapeutici:

– analitica, comportamentale, cognitiva

– direttiva, strategica, aperta

e così via.

E inoltre la scelta tra psicoterapia (un percorso articolato e approfondito), consulenza (alcuni momenti di accompagnamento per problemi circoscritti) supporto psicologico (chiarificazione e ricerca delle azioni più indicate per la situazione specifica)

A ciascuno il suo modo e le sue forme, per un esito positivo, più fluido e preciso.

* percorsi di consulenza alle scelte terapeutiche c/o Eleusi – centro servizi psico-educativi