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Save the Children e il destino del mondo

savethechildrenIn questi giorni la TV ci presenta insistenti richieste da parte di varie organizzazioni, affinché sì contribuisca con 5 euro al mese a curare un bambino, con 25 a garantirgli istruzione e salute. E’ una pubblicità lunga, incalzante e piena di immagini terribili e commoventi. Non c’è ovviamente nulla da dire  sulla positività di questi inviti alla solidarietà e all’assunzione di responsabilità.

E tuttavia alcune considerazioni vengono in mente, che nulla vogliono togliere all’apprezzamento per l’iniziativa:

  1. Il sospetto. Abbiamo troppe notizie di abusi perpetrati da enti vari, di speculazioni feroci sulla disgrazia altrui
  2. la pubblicità è lunga e certamente costosa, quindi – lungo per lungo – niente vieterebbe di sostituire qualche frase con un piccolo richiamo al perché sono – e siamo – ridotti a questo punto. Invece questo modo ci spinge a pensare che se i bambini muoiono così terribilmente è perché non c’è un numero sufficiente di donazioni, e quindi ti senti veramente in colpa se non lo fai, l’unica e vera risoluzione è trovare tanti 25 euro al mese.

Non sono in grado di fare un’analisi economica e sociale compiuta e credibile, tuttavia alcune cose mi vengono in mente subito:

ighinaAnni fa viveva un certo signor Ighina, molto chiacchierato e denigrato. Con i suoi marchingegni sconcertanti pare fosse riuscito a far piovere dal nulla (ci sono video in merito e testimonianze verificate). Poiché viveva vicino a Imola, pare che si divertisse a far piovere spesso quando c’erano le gare automobilistiche, perché detestava rumori e folle (come dargli torto…). Le teorie di Ighina sono davvero discutibili ma fatto sta che i suoi marchingegni hanno degli effetti… non sarebbe la prima volta che l’uomo inventa qualche strumento senza saperlo spiegare in modo corretto per molto tempo… come disse Shakesperare “ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quanto possa intendere la tua filosofia” (Amleto, Atto  atto I, scena V). Pare che Ighina abbia offerto la sua invenzione ad alcuni governi africani che l’avrebbero rifiutata, perché troppo destabilizzante per il sistema economico.

tesla 2La riflessione poi si impenna se pensiamo a Nikola Tesla. A proposito, qualcuno ricorda di aver studiato Tesla a scuola? Marconi, Edison, ecc. sì certo… Tesla no. Eppure esiste un museo, una storia, persino una casa automobilistica porta il suo nome. E noi non sappiamo che avrebbe scoperto un modo semplice e immediato di trarre energia più che sufficiente al fabbisogno umano dal sole, dal cosmo, dal mare… da tutto ciò che è intorno a noi. Significherebbe la fine di ogni disagio, niente più sete, niente più fame, niente più costi schiaccianti che mettono in ginocchio i popoli, niente più petrolieri e speculazioni: il crollo dell’attuale sistema economico, una svolta totale nelle vita e nella storia umana. Altro che 25 euro al mese di pochi (o tanti) benintenzionati…

Tesla era un visionario, scopriva e inventava in modo molto strano, non intellettuale, tramite l’immaginazione e il pensiero seppure sostenuto da solidi studi scientifici. Chissà da quale fonte attingeva… Per questo a sua volta fu osteggiato e pare, ucciso. (c’è un bel film del 2012 che ne narra la storia)

Ma questo non può avvenire se non cambia il modo di concepire il nostro vivere collettivo, anzi ognuna di queste scoperte diventerebbe un’arma per raffinare il sopruso, lo sfruttamento, il dominio di un popolo sull’altro, di uomini su altri uomini. Questa folle convinzione che qualcuno possa prosperare se qualcun altro soccombe, come se l’aria e la terra e il suolo non fossero abitati da tutti, come se non fossimo tutti collegati e interdipendenti.

coscienzaSì, può sembrare possibile guadagnare dalle perdite e dallo sfruttamento di uomini, animali e Terra. Lo è, per un certo lasso di tempo, per cui ci sono persone che possono vivere “bene” la loro breve vita senza preoccuparsi delle conseguenze, agendo come le cavallette che distruggono un sito e poi vanno a  depredarne un altro. Ma prima o poi i siti finiscono e non c’è più nulla da depredare per nessuno. Oppure il “sito” si riscuote e butta via i parassiti con una scrollata. Siamo qui, possiamo già intravvedere questo futuro drammatico che si avvicina.

E quindi deve cambiare la comprensione e la coscienza, non bastano le lotte contro le ingiustizie, dobbiamo realizzare veramente che siamo TUTTI collegati, economicamente, psicologicamente, spiritualmente, siamo organi di uno stesso corpo. Che non si lotta per “coloro che soffrono”, perché ne soffriamo tutti, anche noi, perché chi affama e uccide lì, è lo stesso ente/filosofia che affama e uccide qui, che crea un certo benessere di antipasto per servirci poi la crisi come piatto forte.

mondo verdeE ha la stessa radice di quel che facciamo noi stessi ogni giorno al nostro vicino e a noi stessi. Non è importante la dimensione del campo d’azione, ma la qualità che guida ogni agito.

Se vuoi cambiare il mondo cambia il tuo mondo” e se vuoi cambiare il tuo mondo cambia te stesso. Finché questo non avverrà per una sufficiente massa critica di persone, non ci sarà un vero cambiamento e vere soluzioni.

Per intanto doniamo pure i nostri 25 euro, sicuramente fa parte della nuova coscienza sentire il dovere di farlo, come per un pronto soccorso. Ma se trascuriamo di cambiare noi stessi, di “contaminare” le coscienze con il nostro essere e agire quotidiano, con la qualità del pensiero e la conseguente azione anche minimale, il futuro dovrà insegnarcelo con molta maggiore sofferenza.

LamaReapers

“Chi rifiuta di cooperare inevitabilmente finisce schiavo. La schiavitù assume molti aspetti che occorre riconoscere, altrimenti gli schiavi bollati finiranno per sentirsi liberi e tanto assuefatti al servaggio da considerare le loro catene come segno d’onore. Sia bene inteso che nella società umana o sussiste la cooperazione o la schiavitù in tutte le sue forme.” (Agni Yoga – Fratellanza § 572 – ed. Nuova Era)

 

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