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Metapsicologia, Spiritualità

Il paradigma della coscienza

Intervento del dr. Bruno Renzi al convegno “Resistenze alla guarigione” Milano, giugno 2012:

lavoro psy“Nelle scuole di psicologia classiche in genere non è considerata la dimensione transpersonale. La fisica quantistica ci sta aiutando a cambiare paradigma, anche se le nostre credenze sono legate ancora a un vecchio paradigma. Grazie alla fisica quantistica sappiamo che l’energia non è continua ma è caratterizzata da unità discrete (i quanti). Sappiamo che osservando un esperimento in qualche modo lo modifichiamo, e che se conosciamo la posizione esatta di una particella-onda, non possiamo conoscerne la velocità (principio di indeterminazione).

Il nuovo paradigma a cui stiamo andando incontro tiene conto di una coscienza cosmica dalla quale emerge la realtà materiale (cioè esiste una coscienza primaria alla base di ogni cosa), a differenza del vecchio paradigma (evoluzionistico) che reputa la coscienza come frutto del sistema nervoso. La fisica ci parla di campi di forza che emergono da una “campo unificato” chiamato “vuoto quantistico” che contiene in potenza tutte le possibili manifestazioni delle Leggi di Natura. Questo è lo stesso campo dove si esplica la consapevolezza della “supercoscienza”, che è possibile contattare grazie a delle tecniche (fra le quali l’ipnosi). Guardando alle nostre funzioni mentali, le facoltà più complesse non sono spiegabili attraverso la sola struttura neuro-biochimica, ma bisogna considerare gli aspetti vibrazionali, cioè legati ai fenomeni elettromagnetici.

La mente umana non è ancora addestrata alla comprensione dei fenomeni che implicano la realtà della supercoscienza, ma è una strada che dobbiamo intraprendere. La neuro-psicofisica ci dice che il cervello opera a “compartimenti” e che l’informazione è trasmessa mediante strutture neurologiche. Il cervello funziona però non solo in termini bio-elettrici ma in base a fenomeni elettromagnetici che condizionano la trasmissione dell’informazione. In particolare, si osservano nel cervello formazioni di “densità elettromagnetiche” che hanno a che fare con le rappresentazioni tridimensionali della realtà in base a un funzionamento olografico. Queste densità elettromagnetiche sono collegate alle nostre “ombre interne”. Si è trovato, inoltre, che esse hanno origine anche in ambito pre-natale, in memorie antiche.

Tutto ciò che percepiamo viene modificato dalle nostre credenze e della nostra memoria. Cos’è la memoria? Essa è legata a un pattern di attivazione in un circuito neuronale. Lo schema di funzionamento è di matrice olografico. Un ologramma nasce registrando su una lastra interferenze di onde che provengono da una fonte luminosa… quando si proietta l’ologramma, sostanzialmente si vede un “fantasma” tridimensionale. Caratteristiche dell’ologramma: Ogni parte dell matrice dell’ologramma contiene l’intera informazione. In uno stesso spazio della matrice si possono registrare più informazioni contemporanee (quindi diverse proiezioni olografiche).”

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