Metapsicologia, Poesia

Anima in attesa

Ho detto alla mia anima di stare ferma, e di stare ad aspettare senza sperare.
Perché sperare sarebbe sperare la cosa sbagliata;
Di stare ad aspettare senza amore.
Perché l’amore sarebbe amore per la cosa sbagliata;
Ma resta ancora la fede.
Ma fede e amore e speranza sono tutte nell’attesa.
Aspetta senza pensare, perché non sei pronto per pensare.
E allora l’oscurità sarà luce, e l’immobilità danza.
(
Thomas Stearns Eliot)

Metapsicologia, Riflessioni, Spiritualità

Le Verità Segrete

“Ho imparato che la conoscenza dei singoli fatti che muovono la vita, appartiene a tutti gli individui che, in qualche modo, ne sono coinvolti (anche solo da spettatori); ma ciascuno ne sperimenterà un aspetto diverso dagli altri. L’insieme di queste “verità”,  farà parte di quel sentire di coscienza che trascende la soggettività dell’evento per renderlo realtà sentita e non solo percepita.
Questa verità-realtà sarà l’essenza di quella storia, il suo vero significato, e assolutamente priva di ogni contrasto, dolore o sofferenza, la cui origine era nell’incompletezza del vissuto.
Chi è sopra di noi ed è più grande di noi, comprende quello che ci muove e conosce il nostro dolore, ma ne sente la ragione e lo scopo, in una completezza dell’evento che fa trascendere il dolore stesso nella sua funzione di comprensione acquisita e quindi sentire conquistato.”
Metapsicologia, Psicoterapia, Riflessioni

Spigolature sul Pensiero

Fisica quantistica

Tra le molte cose insegnate dai saggi che ancor oggi propongono questa visione millenaria nell’arcipelago del Pacifico, c’è il concetto che ognuno vive in una realtà che è la rappresentazione esatta delle proprie convinzioni (noi diremmo inconsce) della propria mente. Nella visione Kahuna non si tratta di un modo di dire ma di una realtà estremamente concreta. Ciò di cui siamo fermamente convinti non solo influenza ma determina concretamente il mondo in cui viviamo, per cui sarebbe possibile affermare che ogni essere umano vive in una realtà diversa da quella di chiunque altro. Questo concetto spiega e conferma il concetto, per esempio di pensiero positivo, il successo di alcune tecniche “magiche” o paranormali, ecc.

La fisica quantistica afferma che a partire dagli stadi più infinitesimali, l’energia sceglie in un istante se e come manifestarsi come materia solo in presenza di un osservatore esterno.

Tutto questo ci porta all’effetto placebo: la possibilità e l’efficacia di una medicina o una terapia sia influenzata dalla fiducia profonda di chi la utilizza. il termine “placebo” viene utilizzato comunemente con una modalità spesso denigratoria: dire che qualcosa è un placebo e un po’ come affermare che realtà non serve a niente.

E se invece… come affermano i Kahuna in molte altre discipline dell’antichità l’efficacia di un sistema terapeutico dipendesse quasi esclusivamente dall’effetto placebo, cioè la profonda convinzione da parte di chi vi fa ricorso nella sua efficacia stimolasse nel “paziente” quelle risorse di autoguarigione che, viene ancora i Kahuna, rimodellano la realtà rendendo inutile superata la malattia o il sintomo.

Una vera e reale guarigione non può prescindere da una mutata consapevolezza nell’affrontare la propria vita, e al tempo stesso crescere significa inevitabilmente togliere il motivo di esistere alla quasi totalità dei sintomi con i quali il corpo e la mente segnalano il loro disagio.

(da : “Guarire è crescere” blog per il cambiamento)

Pensare che la psicanalisi l’ha sempre detto…

Metapsicologia, Psicologia, Riflessioni, Spiritualità

Del Pensiero e del Pensare

Oggi ricordo un Amico, saggio e speciale, che ha varcato una certa soglia che chiamiamo morte, 7 anni fa. E’ stato amico e maestro di molte riflessioni importanti, e voglio condividerne alcune con voi.

Ho scelto questa tra le molte, perchè particolarmente ci riguarda in questo blog, che presta attenzione alle cose della Mente e del Cuore, scritte maiuscole per dar loro un senso molto più ampio e profondo, abissale e altissimo, di quanto siamo abituati a considerare.

Ecco alcuni brani:

“Il pensiero risolutore può assumere aspetti vari, secondo le epoche storiche, le razze umane, …. tuttavia deve esprimere il passaggio fra il DIVENIRE ed ESSERE senza contatto mentale con il flusso dei mutamenti. In altri termini, deve schiarire, alfine, le concezioni comuni, disperdere la nebbia, brillare vittorioso senza sollevare moti mentali, concreti o astratti.
Simbolo di questo “lavoro” senza lavoro è il Sole, che illumina le cose e resta indifferente al loro destino; ne alimenta la crescita e le lascia sfiorire, di ciclo in ciclo. Si riflette sul mare e nelle pozzanghere, nelle gocce di pioggia, nei cristalli e negli specchi, ma rimane inafferrabile, avulso in apparenza dalle creature che pure da lui traggono vita.
A)    Come si costruisce un pensiero?
L’uomo si sa è capace di pensare, e lo fa continuamente: non passa un istante della sua vita di veglia senza formulare una sentenza mentale. E’ così abituato a questa continua attività che pensare gli pare naturale e banale. Talora pensa in modo concentrato per risolvere un dato problema, ma più sovente pensa in modo “spensierato”, ed emette nello spazio energie mentali di basso conio, che si sperdono, si sfilacciano, e calano nel fondo melmoso dell’oceano mentale, quale fanghiglia inutile e inquinante.
L’uomo pensa, è vero, ma debolmente, in modo disordinato, assurdo e quasi sempre senza controllo. Non dà e non riconosce vera importanza all’arnese suo più potente. Senza tema di esagerare, le giornate mentali umane sono le più triviali, anche quando la qualità del pensiero ha qualche nobiltà, e si distingue dalla nebbia prevalente.
Certo queste affermazioni sono generiche, certo si tace delle belle ricerche mentali, dei successi innegabili: si vuole infatti descrivere la miseria del pensiero comune, quotidiano, prodotto da miliardi di pensatori inconsapevoli di quanto sia roccioso un vero pensiero.
Nessuno, in realtà, si propone di “costruire un pensiero”. Tutti lasciano che nascano e si sviluppino da sé, senza guidarli verso uno scopo definito, senza dare loro una forma predisposta. Nessuno insegna a pensare, e si dà per scontato che tutti sappiano come si fa, non appena si esce dalla puerizia.
S’insegnano i mestieri, la moralità, il controllo dei sentimenti e delle emozioni; si trasmettono regole di comportamento sociale, ma le attività mentali sono lasciate senza guida. Ne risulta una società composita, nelle quale emergono alcuni individui che, per passate esperienze, possiedono una certa capacità di controllare il pensiero, per il bene e per il male.
Dall’insieme innegabile di queste constatazioni emerge la necessità di osservare attentamente il pensiero. Oggi si opina, per lo più, che sia un prodotto dell’attività nervosa, nell’irragionevole assunto che il minore produca il maggiore, ma questa congettura è semplicemente stolta, e non si trova in nessun esempio di natura.
B)    Che genere di pensiero costruire?
La domanda, dopo quanto si è scritto, pare sciocca. Non vale certo la pena dedicare il meglio di sé a qualcosa di risibile, senza efficacia, superficiale, insomma, inutile. La risposta è una sola, che si può esprimere in tante diverse maniere: ma si dice in un solo modo:
“il pensiero migliore”
Questo pensiero è noto a tutti, ma per lo più è sepolto nelle profondità abissali del cuore e resta ignorato. Ripescato da quei fondali si traduce, in lingua moderna, con due parole:
IO SONO
Qui, adesso. Non divento, perché sono.
C)    Un tale pensiero è insolito. Nessuno lo coltiva: tutti conoscono i continui mutamenti (età, salute, lavoro, ecc.) che si presentano improvvisi e imprevisti nella vita quotidiana. Perche affermare quell’eterno presente, che sfugge continuamente?
La risposta è davvero cruciale, e non ammette repliche:
“ perché è vero”
Qui molti si allontanano e negano, rifiutano, affondano nell’incredulità – eppure SONO. ….. Le loro esistenze sono tristi, mascherate di false allegrie, e si incupiscono verso la fine del ciclo vitale. Molti, infatti, sono gli anziani “spenti”, incapaci di pensare al nuovo inizio che li attende e dovrebbe rallegrarli.  “La Vita è quell’energia che genera se stessa”
Ben pochi lo riconoscono.
D)    Quale procedura seguire?

E qui mi fermo, benchè lo scritto proceda oltre.

Quanti pensieri ci invadono cattivi nei momenti di sconforto, di depressione, di ansia? Lo sappiamo bene, una vera palude in cui si rischia di affondare.

E come possiamo dare a questa mente esausta la serenità del lavorare – poichè il pensiero è il suo lavoro?

Potete scrivermi se volete saperne di più.